Perché serve un rituale di fine giornata

“Dichiarare la fine della giornata” è un atto decisivo al giorno d’oggi, dal momento che i dispositivi digitali ci propongono di essere attivi di continuo.

Arianna Huffington (la fondatrice dell’Huffington Post) racconta in un articolo pubblicato su Thrive Global di aver adottato per se stessa un “rituale di fine giornata”, esattamente come si fa con i bambini. Con i figli piccoli, i genitori tendono a stabilire un rituale che serve a fare capire al bambino che è il momento di passare al sonno, un rituale fatto di attività come il bagnetto, la lettura di una storia, il canto di una ninna nanna, ecc.

Arianna dice che oggi è impossibile dire che la giornata finisce al tramonto, o quando si esce dall’ufficio. Bisogna dunque dare una forma al fine giornata, ma anche stabilire dei tempi. Lei dice che stacca tutto 30 minuti prima di coricarsi, anche se potrebbe andare bene anche 10 minuti.

A casa sua ha creato un “letto dei telefoni”, che è una sorta di vassoio fuori dalle camere da letto, nel quale smartphone e tablet rimangono in carica. I dispositivi vengono addirittura messi sotto una piccola coperta e si augura loro la buona notte.

L’idea è molto interessante, non trovate?

Per approfondire:

[La foto allegata in questo articolo è di Álvaro Serrano/Unsplash]

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